Marina di Pisa

Hotel Ascani

1887c - Via della Repubblica Pisana, angolo Via Duodo Duodi

Massimiliano Ascani è un ricco commerciante pisano. Il figlio Vittorio, affermato campione di tiro a segno, nel 1885 con i tiratori pisani Carlo Riccetti, Umberto Lucarelli e Giovanni Saettone conquistano a Roma la Bandiera d’Italia. Vittorio sposa la nobile Laura Bianchi, figlia di un ammiraglio spezzino e hanno due figli, Ascanio nato nel 1882 (anche lui campione di tiro a segno) e Ruffo nato l’anno seguente.

1886Massimiliano si aggiudica 2 preselle sulle quali nel giro di un paio di anni viene edificato un albergo che, per quei tempi, è considerato una vera e propria sciccheria. Al piano terreno, sale per ristorante e per trattenimenti arredate riccamente e con buon gusto; al primo piano le camere che si affacciano sul mare e sulla pineta. L’edifico è su due piani.

Tra la fine dell’800 e gli inizi del nuovo secolo fra i molti ospiti c’è Gustavo Salvini, che vi si esibisce nel 1888 a scopo di beneficenza, e Gabriele D’Annunzio che sovente pranza all’hotel Ascani del quale apprezza la cucina della cuoca.

1904cViene aggiunto un ulteriore piano e le camere diventano più di trenta.

Altri importanti personaggi soggiornano all’albergo sede di balli, feste e concerti: il sottosegretario di Stato, avvocato Morelli Gualtierotti, i signori inglesi Lowely, il marchese Origo, lo scrittore verista Gerolamo Rovetta e il celebre tenore Enrico Caruso. Alla morte di Vittorio la gestione dell’attività passa alla moglie Laura, proprietaria anche dell’Albergo Nazionale di Pisa. L’attività viene adeguata ai nuovi gusti di una clientela meno esigente di quella anteguerra: “Albergo Ristorante Ascani a Marina di Pisa. Prezzo a pranzo fisso lire 16,50: pane, 1/4 di vino, minestra, due piatti, uno con guarnizione, frutta e dolce”, riporta una pubblicità dell’epoca.

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1928cDi fronte all’albergo, sul lato opposto di Via della Repubblica Pisana, viene allestita una terrazza, per la costruzione della quale, probabilmente a causa un errato consiglio, viene chiesto un prestito bancario pur avendo a disposizione una considerevole patrimonio.

1932 – L’hotel conta 35 camere e 60 posti letto. E’ dotato di bagni, telefono, autorimessa e giardino. Il pernottamento nell’alta stagione costa da 25 a 40 lire il giorno. Una cabina al mare costa da 100 a 150 lire al mese.

1934c – A causa dell’erosione la terrazza viene smatellata.

Dopo la marcia su Roma Ascanio aderisce al fascismo e dal 1937 al 1943 riveste il ruolo di segretario della sezione Caccia al Coni. Una volta caduto il fascismo, Ascanio, unico erede dell’albergo è costretto a lasciare Marina di Pisa e incautamente affida la gestione della struttura a professionisti non troppo attenti: la mancata liquidazione del prestito contratto per la terrazza fa si che l’albergo finisca in mano ad una banca. Negli anni a seguire Ascanio cerca di riscattarlo ma gli è impossibile a causa della sua scomparsa, nel 1947.

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